L’esecutore, di Jon Evans e Andrea Mutti (Panini Comics)

Siamo al secondo appuntamento domenicale in formato “Revival”. Riproponiamo oggi il primo articolo della rubrica From Hell, uscito più di un anno fa sul vecchio Blog di Nero Cafè.

Una donna che scappa nella foresta, un brutale omicidio, parole di scusa sussurrate in un’auto in fiamme. Così comincia “L’esecutore”, scritto da Jon Evans e disegnato da Andrea Mutti, uscito negli Stati Uniti per DC Vertigo Crime e pubblicato in Italia da Panini Comics, nella collana Panini Noir.

Joe Ullen è una star della NHL, la cui carriera è stata rovinata da un incidente al ginocchio. Non vede Elora, il suo paese natio, da molti anni, eppure decide di tornare quando viene inaspettatamente nominato esecutore testamentario di Miriam, la sua ragazza ai tempi del liceo. Joe ci metterà poco a capire che la morte di Miriam non è stata un incidente e tantomeno un suicidio. Oscuri segreti del passato di Joe e di alcuni cittadini di Elora torneranno a galla e non potranno più essere tenuti nascosti.

Jon Evans, canadese, giornalista e autore di thriller alla sua prima prova con il medium fumettistico, ci regala una storia nera sul rimorso, sui segreti, su un passato che è impossibile fingere di dimenticare.

I personaggi di questa vicenda ricalcano gli stilemi della letteratura noir, senza risultare tuttavia stereotipati: c’è il protagonista, Joe, l’eroe tragico che ha perso tutto all’apice del successo, Miriam, l’amore perduto il cui “fantasma” aleggia talvolta tra le pagine del libro, Dia, la donna forte e coraggiosa, al di là della legge. Intorno a loro si muovono gli altri comprimari, simbolo del vizio e della cattiveria che la provincia può nascondere.

A far da sfondo alla storia troviamo un sottotesto razziale in cui le incomprensioni tra bianchi e nativi americani giocano il loro ruolo.

Andrea Mutti appartiene a quel gruppo di disegnatori italiani (tra cui Gabriele Dell’Otto, per fare un altro esempio illustre) che ci fa fare bella figura oltreoceano. Le tavole di Mutti, spesso giocate sulla contrapposizione tra nero e bianco, ci mostrano al contrario una storia in cui i confini tra buoni e cattivi non sono mai netti. Le lunghe ombre che coprono i personaggi non sembrano causate dalla luce, ma dal male e dalla colpa che si annidano nelle anime di ciascuno di loro.

Una parola a parte va spesa per la copertina di Lee Bermejo. Se non è in grado di inquietarvi questa, allora non so proprio cosa possa farlo.

Nel complesso una buona graphic novel, che non deluderà gli amanti del noir.

(Marco Battaglia)

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