We are what we are, di Jim Mickle

Mala tempora currunt.
Già ai tempi di Cicerone correvano brutti tempi e, da allora, le cose non hanno fatto che peggiorare. In una versione molto pessimistica della storia dell’umanità si potrebbe dire che appena la scimmia è scesa dall’albero ha toccato il fondo e, non sapendo cosa fare, ha subito iniziato a scavare. Alcuni hanno anche annunciato la luce in fono al tunnel, prima di scoprire che non era altro che il treno in arrivo. Nonostante ci sia una crisi economica e, tra le altre cose, sia anche stata prevista una nuova era glaciale, penso che non sia il caso di abbattersi. Sono un inguaribile pessimista, credo fermamente nella legge secondo cui “se qualcosa potrà andare male, lo farà”, ma non mi accontento di lamentarmi, anzi non perdo tempo a mugugnare, ma cerco di trovare delle soluzioni.
Uno dei problemi che potremmo affrontare, non senza una certa urgenza, potrebbe essere la scarsità di cibo, quindi per riuscire ad arrivare preparato al grande giorno, ho cercato di nutrirmi in modi alternativi. Ho provato a vivere di solo amore. Niente sentimenti light o di derivazione vegetale, magari estratto dalla linfa di qualche “pianta” che vi rovina la vita. Vi dirò, non era male, peccato che ogni sera avessi sempre e comunque una fame assassina. Allora mi sono messo il vestito buono e mi sono nutrito delle innumerevoli soddisfazioni che un individuo può avere nella società in cui vive. Ecco, come si usa dire: oltre alla fame anche la dieta! Vivere d’aria, se devo essere sincero, non l’ho nemmeno voluto provare.
Come molti primati chiamati uomini, in caso di necessità ho aguzzato l’ingegno e, come è tipico della specie, non ho fatto la fatica di pensare, mi sono limitato a “emulare”.
Quello che funziona per gli altri, funziona anche per me!
Non fatevi cogliere impreparati, fate come me e a febbraio andate al cinema a vedere We Are What We Are, prendete appunti e nel frattempo non dimenticatevi di mettere all’ingrasso le persone care!
Riley Keough e Julia Garner interpretano due sorelle orfane di madre che vivono nella regione di Catskill, una delle zone più povere di New York. Il padre, un uomo legato alle tradizioni della famiglia, interpretato da Bill Sage, le obbligherà a diventare cannibali.
Il film è una produzione USA con la regia di Jim Mickle e sarà nelle sale italiane dal 1 febbraio 2014. Si tratta di un re-imagining, leggasi “altro infedele remake” che farà rimpiangere l’originale. Credo sia proprio il caso di dire che corrono davvero brutti tempi, anche a Hollywood! Questa volta a essere rifatta sarà la pellicola Somo Lo Que Hay di Jorge Michel Grau.

(Mirko Giacchetti)


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