Silent Hill: Revelation

Psicoanalisi digitale.

Una sera passeggiavo tra le corsie di un supermercato, cercando di chiarirmi le idee per una cena da single; porzione monodose di cibo rigorosamente congelata. Prima di occuparmi di tale inezia, diedi un’occhiata al reparto audio-video. Fui attratto da alcuni videogiochi per pc.
Il primo a capitarmi tra le mani fu Silent Hill 2.
Due giorni dopo ero diventato una sorta di Google Map umana; conoscevo tutte le strade di quella città. Avrei tanto voluto trovare un comodo alloggio con vista Toluca Lake e trasferirmi dalla realtà alla cittadina digitale.
L’esperienza video-ludica mi aveva segnato sino a tal punto? Un amore per la malinconia e gli scenari tristi mi avevano stregato? Silent Hill non era, almeno per me, solo questo. Due i motivi che mi hanno fatto amare quella triste località turistica: un sogno e un viaggio.
Anni prima di giocare al videogioco mi capitava di ripetere, con alcune variazioni, lo stesso sogno: vagavo nella nebbia sino a quando incontravo un albero. Dai rami pendevano dei frutti simili a delle arance. Appena ne toccavo uno, la buccia si spaccava, rivelandone il contenuto: cenere. Nella mia pelle apparivano frutti simili. Quando cercavo di strapparli, riversavano altra cenere. L’angoscia cresceva e, prima di sentirmi soffocare, dalla nebbia emergeva un carro funebre. Sentivo l’impulso di controllare il contenuto della bara. Sollevavo il coperchio e mi rivedevo. Il mio “altro me” apriva gli occhi e mi sorrideva. Inevitabilmente mi svegliavo. La profonda tristezza che provavo alimentava la mia naturale insonnia.
Il viaggio non aveva niente di onirico. Un giorno, per combattere un’astratta malinconia, decisi di visitare dei luoghi in cui ero stato felice. Era il mese di Novembre, mi ritrovai in uno scenario freddo, immobile e triste.
Silent Hill 2 non è stata solo un’esperienza videoludica; avevo intuito che James, il protagonista, doveva affrontare le sue ossessioni e riscattarsi dalle colpe sepolte nel suo inconscio.
Anch’io come James avevo qualcosa da affrontare e Silent Hill mi aveva spinto a iniziare il mio percorso verso la “guarigione”. Il mio unico conforto? Il mito di Sisifo di Albert Camus e un saluto, definitivo, a chi non c’era più.
Il 31 Ottobre è prevista l’uscita di Silent Hill: revelation 3D. Il film si ispira alla storia del terzo capitolo della serie; una ragazza (Heather Mason) angosciata da incubi ricorrenti decide di investigare sulla misteriosa scomparsa del padre. La soluzione si trova a Silent Hill. La ragazza avrà delle rivelazioni che sveleranno la sua vera natura e capirà che da Silent Hill non si esce facilmente.
Michael J. Bassett, regista e sceneggiatore dello splendido Deathwatch, torna a visitare i tormenti che si nascondono nell’anima umana. Nel cast Adelaide Clems, Sean Bean (Il Signore degli anelli, il Trono di spade), Carrie-Ann Moss (Matrix, Memento) e Malcolm McDowell (Arancia meccanica, Evilenko).

(Mirko Giacchetti)


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