Lunedi 12 marzo: parte la miniserie Faccia d’angelo

Domani, lunedì 12 marzo, su Sky Cinema 1 parte la fiction dedicata alla storia romanzata del boss della “Mala del Brenta”, uno dei criminali piu’ abili e spietati d’Italia, interpretato da Elio Germano. 

Un criminale abile, ambizioso, spietato, che tiene banco sulle pagine di cronaca nera per anni, con colpi efferati, rapine spettacolari, clamorose evasioni. Dall’altra parte della barricata, un gruppo di uomini che per quasi due decenni non smette mai di dargli la caccia, un team di poliziotti che combatte in difesa della legalita’ e in nome dello Stato.Una parabola emblematica, che inizia con l’ascesa di un gangster che sembra inarrestabile e si conclude con una sconfitta inevitabile quanto implacabile.
Questa e’ la storia di FACCIA D’ANGELO, mini-serie in due parti prodotta da Sky Cinema, che porta sul piccolo schermo la storia romanzata del boss dalla faccia d’angelo, capo della cosiddetta “Mala del Brenta“, interpretato da Elio Germano, Palma d’Oro a Cannes 2010 come Miglior attore.

Liberamente tratta dal libro Una storia criminale di Andrea Pasqualetto e Felice Maniero, oltre che da fonti giudiziarie e di cronaca, Faccia d’angelo racconta anche un capitolo della storia recente del nostro Paese che si intreccia con l’ascesa del boss: quello del Nord Est, che da area povera e depressa si trasforma nel laboratorio italiano dell’imprenditoria e conosce un boom economico straordinario. La storia di un territorio che, prima della Mala del Brenta, non aveva mai avuto derive criminali radicate e durature e la vittoria delle forze dell’ordine, che riescono a sradicare definitivamente una vera e propria “holding” criminale.
Siamo nel Veneto contadino dalla fine degli anni ’70, allora chiamato “il Sud del Nord”. E’ in questo scenario che muove i primi passi il “Toso”, protagonista della storia romanzata del gangster. Cresciuto in una famiglia di umili origini, in pochi anni costruisce un impero partendo da rapine, sequestri di persona, omicidi.
Abile “imprenditore del crimine”, il Toso approfitta della crescente ricchezza dei piccoli centri tra Padova e Venezia e dell’iniziale miopia delle forze dell’ordine, per mettere in piedi una banda potentissima e spietata, subito battezzata dai cronisti laMala del Brenta”, che conquista il controllo del gioco d’azzardo di tutto il Nord Est fino oltre il confine dell’ex Jugoslavia, allargando lentamente il suo giro d’affari allo spaccio di droga e al contrabbando di armi, e che si lascia dietro una lunga scia di cadaveri.

Fonte: Sky Guida Tv

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