L’esorcista diventa serie tv

Nani che vedono lontano.

Stanno finendo le idee, oppure tutto è già stato scritto, letto, fatto, suonato, filmato, visto e noi siamo solo tanti piccoli nani sulle spalle dei giganti del passato? Dilaga la mania di rifare, rivisitare, rifondare, ricominciare ogni cosa. Una nuova fondazione più oscura, più moderna, più cool, più qualcosa, basta che sia nuova, giovane e accattivante. Cosi facendo, vediamo più lontano come quei nani di cui sopra? Non credo; io penso che noi tutti siamo più simili allo “spirito di gravità” in cui si imbatte Zarathustra. Trasciniamo verso il fondo tutto quello che tocchiamo. Siamo diventati una società clonatrice; non inventiamo, riproduciamo, direi male, ciò che ereditiamo. Siamo dei falsari, l’arte rischia di avvicinarsi ad una lunga spirale attorno al nulla.
Medio Evo o Barocco? A quale delle due epoche siamo più vicini?
Tanti piccoli amanuensi che rifilmano capolavori che non hanno mai capito o artisti virtuosi che celano sotto l’effetto speciale il vacuo senso di vuoto? Il massimo dell’innovazione, se non è raccontare una storia che già conosciamo, è riuscire a trovare improbabili sequel a film come Blade Runner.
Avete presente Mad Max? Un film fatto in casa con un misero budget, un attore stragiovane e una storia semplice che in breve dilaga dall’Australia e diventa parte integrante nella visione di un futuro apocalittico. Squarci di visioni catastrofiche che ritroviamo in Ken Shiro e sino a Fall Out. Bene, vi voglio rovinare la giornata: rifaranno anche Mad Max! C’è n’era bisogno? Niente novità, ci ripropongono solo quello che funziona. L’incasso domina, la sperimentazione dorme e noi siamo in mezzo agli incubi commerciali. Se vanno avanti così, nel corso della mia vita, quante volte potrei rivedere lo stesso film fatto e rifatto? Le novità che ci propinano non sono altro che variazioni su storie già viste e riviste…
Hanno saccheggiato gli anni Ottanta per riproporci Miami Vice, A-Team e telefilm vari in versione film, ma cosa aspettavano a fare il contrario? Prendere un capolavoro di tanti anni fa e trasformarlo in un telefilm o serie tv? Bene, sono arrivati anche a questo. La prima vittima è l’indimenticabile L’Esorcista.
Il romanzo di William Peter Blattey, su cui William Friedkin si è basato per girare il suo film nel 1973, sembra che diventerà materiale per una serie tv. Poiché la storia sarà annacquata e diluita in più puntate, la produzione avrà il tempo per approfondire le varie tappe che conducono alla possessione di Regan, magari tenteranno anche di approfondire i vari aspetti dei caratteri dei protagonisti e tanto altro che sembra solo un contorno per rendere più appetibile la portata.
Il progetto sarà prodotto da Roy Lee, colui che ha importato Ringu in America, mentre la regia sarà affidata a Sean Durkin (Martha Marcy May Marlene).
Trasmettere la cultura è importante; fotocopiarla sino a sbiadirla equivale a perderla.

(Mirko Giacchetti)


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