7500, di Takashi Shimizu

La mia cura Ludovico.

Della mia infanzia ricordo le interminabili estati passate in solitaria in un parco ai bordi di una periferia estrema; a quei tempi uno stradone divideva bruscamente la città dalla campagna. Oltre quella striscia d’asfalto veloce sorgeva un unico colosso che era stato una fabbrica tessile, ma ormai cadeva a pezzi. Quel muro grigio sbiadito era l’orizzonte su cui rimbalzavano i miei sogni, le mie speranze; oltre a quell’edificio fantasma non riuscivo a vedere nulla. Non potevo vedere nulla.
Fu allora che scoprii i libri e i film. Per molti, non sono nient’altro che distrazioni da quel muro grigio, come se fosse quella la vera vita, ma io presi, forse troppo seriamente, il valore di queste “distrazioni”.
Erano i miei primi biglietti per evadere da una realtà troppo stretta; fu così che nacque il mio amore per la lettura e i film.
La realtà non è cosa che si lasci dimenticare, pretende sempre un prezzo da pagare.
Il mio piacere nell’accomodarmi in un cinema e gustarmi un film è stato rovinato; la realtà, quella concreta, quella prosaica presenza di tutti i giorni, ha avvelenato per sempre la mia frequentazione delle sale cinematografiche.
Una sera, per sfuggire alla compagnia di persone noiose, decisi di rinchiudermi da solo al cinema. Per l’occasione scelsi Black Hawk Down.
A causa delle poltrone strette, le file vicine e lo schermo in alto, provai ogni sorta di dolore o crampo che un corpo umano può provare. Dietro di me era seduto l’immancabile intenditore che parlava, parlava, parlava.
A questi due tormenti ero preparato e potevo anche sopportarli, ma quello che trasformò delle noie in una tremenda cura Ludovico fu il pop corn.
Oltre all’interminabile ruminazione di massa, ogni cosa era infestata dall’odore di sale fritto nel burro. Un olezzo che sentivo ancora il giorno dopo. Un alito pestilenziale che i miei abiti, nonostante le sigarette che fumai per rilassarmi dopo la visione, ancora emanavano il giorno successivo.
Ora, se qualcuno, in mia presenza cita la Somalia, sento ancora l’odore di pop corn. Quando passo davanti ad un cinema, sento crampi alle gambe e il collo inizia a farmi male.
Io che amo il cinema, ogni volta che voglio scappare dalla realtà, oltre al biglietto, devo anche pagare questo prezzo.
Ecco perché scrivo le news e non le recensioni; il mio dolore è una cosa privata!
In arrivo nelle sale cinematografiche, se riuscite a resistere ai pop corn e agli intenditori logorroici, potrete vedere 7500. Takashi Shimizu torna alla regia di un film horror, dopo film come Ju-on e The Grudge (la versione americana dello stesso film), e avendo ormai superato prove non molto brillanti come The Shock Labyrinth: Extreme 3D, propone la storia di un volo aereo, precisamente il 7500, tra Los Angeles e Tokio in cui il destino di 273 passeggeri incontra…
Dalle immagini del trailer non si capisce bene quale sia la minaccia, anche se alcune indiscrezioni parlano di presenze…

L’uscita del film è prevista per il 31 agosto in America.

(Mirko Giacchetti)


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