Il lato oscuro delle fiabe

Fiabe-OscureLe fiabe. Non solo intrattenimento fine a se stesso. Ma, sempre, metafore archetipiche della natura umana. Spesso con dinamiche inspiegabili, attraverso comportamenti dei personaggi troppo lontani dal logico. Almeno, alla luce dell’oggi. Questa antologia presenta la rivisitazione, in chiave horror, gotica, finanche fantascientifica, di tredici tra le favole più famose. Riadattandole, attraverso modus operandi più vicini al modo di sentire attuale. Fino a renderle quasi più plausibili delle originali.
Impresa difficile, rileggere fiabe classiche sotto una luce moderna, riadattando le situazioni a una “metaforicità” odierna. L’equilibrio fra simbolismo e coerenza è delicato, dovendo riuscire gli autori nel contempo a caricare le storie del significato voluto, rendendole scorrevoli e armoniche. Costruire un cammino, che parta da una situazione iniziale, spesso di potenziale rischio, e arrivi, attraverso stereotipi il più possibile generici, a un finale simbolico che sublimi una determinata morale. Difficile, ma enormemente affascinante.

Già dalla copertina si capisce il forte intento simbolico di Fiabe oscure. Sono raffigurati infatti, con mirabile dovizia, tredici richiami che rimandano a tutte le tredici storie narrate in questa raccolta, andando a comporre un mosaico quasi post-esoterico. La prefazione stessa, esaustiva e colta, aumenta l’attesa per la lettura dell’opera.
La prima sensazione, il primo sapore che rimane in bocca, è un po’ amaro. Come se, e accade sovente, la troppa attesa finisca per non essere completamente soddisfatta. Si nota infatti, in qualche storia, un po’ di sconnessione, come se il filo conduttore ogni tanto venisse smarrito, costringendoci a tornare indietro e rileggere qualche passaggio, per meglio capire, non sempre con efficacia. Come se ci fosse qualche buco nella tessitura narrativa. E si resta un po’ perplessi. Poi però, qua e là, si notano lampi di suggestione assoluta, racconti che convincono appieno, sia come trama, sia per il loro essere evocativi. Nere trasposizioni di morali sempre valide. Personaggi scuri, dannati o dannanti. E abissi, profondi, antichi ed estremamente attuali. In sostanza, questa raccolta è un po’ come certi concept album. Anche nella struttura. Tredici brani, che seguono un unico filo conduttore. Un pugno di questi, eccellenti, centrati. Gli altri, un faticoso riempimento, che stentano a seguire a tutti costi il comune denominatore. Peraltro, il tutto in confezione attenta e curata.
Quindi, il giudizio finale su quest’opera dipende molto da quanto si sia disposti ad accettare, accanto ad alcuni brani eccellenti, altri un po’ meno. Come avveniva quando compravamo i 33 giri, trainati da ottimi singoli, ma con livello medio altalenante.

(Giovanni Cattaneo)


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