La Collezione De Benedettis, un distillato di Mistero

1C’è un luogo, a Lucca, dove la realtà sfuma nella leggenda.

La Collezione De Benedettis è un museo privato dedicato all’assurdo e al sovrannaturale. Le tematiche spaziano dalla criptozoologia ai fantasmi, dagli oggetti maledetti alle streghe, passando per le più controverse figure della storia. L’allestimento è composto da un sapiente mix di originali e ricostruzioni, mentre l’atmosfera che si respira è quella di una grande passione, riversata in ogni dettaglio da Christian Alpini e la sua rosa di collaboratori.
Io e Orby (ricordate “la-cosa-fluttuante-che-mi-dice-cose-strane-ma-faccio-finta-di-niente”?) siamo andati a trovarli in concomitanza con il Lucca Comics & Games, proprio durante la notte di Halloween. Avevamo sentito voce (o meglio, voci) di un luogo dov’erano racchiusi i più grandi misteri della storia e così, spinti dalla curiosità, siamo sgattaiolati fino a una delle magiche porte segrete della nostra magione, abbiamo attraversato l’Orrido Tunnel dalle Mille Mani Appiccicose (uno scotto da pagare per prendere la scorciatoia) e in pochi secondi eravamo a Lucca, in Toscana.
La cittadina medievale sembrava inquieta sotto la luce fredda della luna, nascosta appena da un velo di nubi. Nonostante il vociare lontano della folla, un richiamo ancestrale ci ha condotti per i vicoli, fino a quando… un grosso figuro barbuto ci si è parato davanti. Alto, lunghi capelli biondi, tatuaggi da motociclista che si intravedevano da sotto il giaccone.
“Mh-mh” si è schiarito la voce.
“Ehm… buonasera!” gli ho detto, sfoggiando il miglior sorriso possibile, lanciando nel frattempo uno sguardo alle possibili vie di fuga.
“Ciao!” ha risposto lui, con una voce inaspettatamente cortese. “Cercavate il museo?”
“Ehm… sì!”
“Allora SIETE arrivati.”
“Aspetta. Vuol dire che… puoi vedere Orby?” ho chiesto sgranando gli occhi.
L’omone ha alzato un sopracciglio, come a dire: ‘certo, per chi mi hai preso?’ e ci ha fatto cenno di seguirlo. Cose inquietanti ammiccavano dalla vetrina mentre varcavamo l’entrata del museo.

“Tutto quello che hai ignorato finora è qui. Ti aspettava.”3

Questa è stata la prima impressione. E poi… dentro c’era davvero tutto. Man mano che la collezione si rivelava davanti ai nostri occhi, come un dedalo misterioso dai risvolti inaspettati, era sempre più chiaro: ci trovavamo in un tour nel mondo dell’assurdo. Alieni, fate, fantasmi, vampiri e licantropi affollavano le sale, allestite per settori tematici dai nomi accattivanti, andando dagli “Artefatti di varia natura con presunti poteri particolari” agli “Oggetti esoterici e relativi a vicende particolari e soprannaturali”.

Il museo narra dei più grandi misteri antichi e presenti, ma ospita anche reperti poco noti, vere e proprie chicche per gli amanti del genere, come la “trota pelosa”, la “mano della gloria”, ipotetiche sirene e gnomi mummificati. Ogni singolo oggetto, anche il più piccolo di quelli esposti, celava una storia, che la guida raccontava senza lesinare su dettagli e retroscena. Annabelle, per esempio, è un’antica bambola legata a una maledizione e la famiglia a cui apparteneva la trovava ogni mattina in una diversa stanza della casa. La collezione, come ci ha poi raccontato Christian, è nata dalla passione di una vita e cresciuta negli anni, fino a prendere la forma attuale. Prossimamente, ci ha svelato in anteprima, sarà allestita un’area dedicata ai viaggi nel tempo e all’affascinante ipotesi di Omero nel Mar Baltico.
Oltre all’allestimento permanente, in continua crescita, il museo ha un’area dedicata alle mostre di artisti ispirati ai temi misterici, come i “Gatti alchemici” della pittrice Veronica Calzecchi Onesti, gli artisti Michele Ricciardi e Pasquale Celano. C’è poi un piccolo shop “degli orrori” e l’esposizione permanente degli “oggetti maledetti” dell’artista Andrea Falaschi. Dimenticavo il labirinto! Un vero e proprio dedalo, con tanto di enigmi da risolvere, dove Orby è voluto per forza entrare e… A proposito, ma dove si è cacciato? Sono ore che lo cerco!

(Flavia Imperi)

Almanacco del Crepuscolo


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