La Casa del Diavolo e l’Orrido di Bellano

L’Orrido

Per cercare posti misteriosi e suggestivi a volte basta davvero mettere il naso fuori dalla porta. Non occorre infatti visitare il Maine kinghiano o il New England reinterpretato da H.P. Lovecraft per imbattersi in luoghi ricchi di fascino e di leggende inquietanti. Ne sono esempio la Casa del Diavolo e l’Orrido di Bellano, attigui l’uno all’altro ed entrambi situati sul Lago di Como, solitamente noto per le bellezze naturali e non per i richiami tenebrosi, pur presenti in angoli remoti e impensabili.

Casa del Diavolo

L’Orrido è una gola naturale che si è formata 15 milioni di anni fa dalle acque del torrente Pioverna, che per erosione ha scavato una profonda gola tra Taceno e Bellano. Una serie di passarelle attraversano l’Orrido, permettendo così di ammirare le spelonche e il tumultuoso corso delle acque sottostante. In particolar modo desta impressione il crescente “canto” della cascata, sempre più possente man mano che ci si addentra nell’esplorazione dell’area. Esplorando questa gola la sensazione di straniamento può essere molto intensa, specialmente se si intraprende da soli la passeggiata, in una giornata silenziosa e ombrosa di quelle che spesso il Lario offre proprio in autunno. L’Orrido è stato da sempre apprezzato dalle famiglie bellanesi benestanti del passato, ad esempio i Denti che nel XV secolo sfruttavano già la forza delle cascate del fiume per la lavorazione del ferro. Nel XVII secolo divenne dimora di Cipriano Denti e poi ispirazione del poeta Boldoni. Una leggenda antica (e poco conosciuta) vuole che un valoroso guerriero di nome Taino Cameroni sia sepolto nelle acque dell’Orrido insieme al suo tesoro, accumulato in una vita di saccheggi e battaglie. Furono i suoi stessi seguaci a deviare il corso di un ramo della Pioverna per seppellire il loro capo, in eterno nascosto in un alveo subacqueo coi suoi preziosi.

All’inizio del percorso che conduce all’Orrido c’è la Casa del Diavolo (Cà del Diavol, in dialetto). È una torretta costruita a ridosso del fiume Pioverna. Non se ne conosce l’origine e la funzione ma da una stampa risalente al 1834 sappiamo che in quell’anno era già esistente. Annotazioni ancora più antiche fanno pensare alla costruzione della casa addirittura nel tardo ‘600, con lo scopo di controllare la navigazione lacustre. Il suo nome è legato alle figure mitologiche, fra cui un satiro, che decorano la facciata dell’ultimo piano. La torretta ha quattro piani e un fascino tutto suo, che ha fatto nascere numerose dicerie sulle reali funzioni di questo edificio.  Visti i simboli esoterici presenti abbondantemente sui muri della Casa del Diavolo molti sono pronti a giurare che lì, fino a poco tempo fa, si celebravano rituali satanici o pagani.

(Alessandro Girola)


This entry was posted in Almanacco del crepuscolo and tagged , . Bookmark the permalink.

Comments are closed.