I Ghost Hunters Roma e il fantasma di Azzurrina

Oggi, ospite dell’Almanacco del Crepuscolo, c’è Alessio Serenellini, dei Ghost Hunters Roma, team romano che si occupa di ricerche nel campo del paranormale.  

Il gruppo di ricerca Ghost Hunters Roma è un team che si occupa di ricercare ed analizzare fenomeni di tipo paranormale. Il Team è composto da Daniele Cipriani (fondatore del gruppo), me – Alessio Serenellini (Tecnico) – Alfredo Falvo (Pubbliche Relazioni) e Walter Cristofanilli (Investigatore), inoltre il team può contare su numerosi collaboratori sparsi in tutta Italia.

Il gruppo si propone di indagare, attraverso l’ausilio di una sofisticata attrezzatura scientifica, in luoghi dove viene segnalata la presenza di fenomenologia paranormale.

Il Ghost Hunters Roma nasce dalle esperienze vissute dai membri del gruppo, ognuno di noi ha avuto esperienze che lo hanno portato al desiderio di trovare delle risposte e di inoltrarsi in quel territorio oscuro che viene chiamato paranormale.

L’indagine viene suddivisa in un’attenta ricerca storica della location e nella rilevazione di eventuali anomalie ambientali. Utilizziamo telecamere a infrarossi per monitorare le aree sospette e microfoni sensibili agli infrasuoni per registrare il più flebile dei suoni, inoltre possiamo contare su strumenti altamente tecnologici come le termocamere, per registrare immagini termiche, e la strumentazione per il rilevamento dei campi elettromagnetici. Oltre all’attrezzatura standard, gestiamo una sezione di ricerca applicata dove progettiamo e realizziamo apparecchiature innovative per la ricerca di questi particolari fenomeni.

Tra le nostre indagini più interessanti come non citare il castello di Bardi, il palazzo senatorio a Roma e il castello di Montebello.

Sicuramente l’indagine svolta a Rimini, al Castello di Montebello, è stata l’esperienza che più amiamo raccontare e che più ci ha arricchito in questi anni.

Come in molti sapranno Montebello è annoverato tra i castelli più infestati di Italia, grazie alla leggenda di Azzurrina, la bambina albina scomparsa misteriosamente in una delle sale del bastione. Lo scorso anno abbiamo avuto il privilegio di poter indagare in questo splendido luogo che in molti tra noi hanno sempre sognato di poter visitare. Arrivati sul posto, nel pomeriggio abbiamo posizionato otto telecamere all’interno delle sale più “chiacchierate”; infatti, oltre alla stanza di Azzurrina (la sala dove si colloca la sua scomparsa), vi sono numerose aree interessanti a livello paranormale, come la stanza della cassaforte, luogo dove durante la notte si aprirebbero misteriosamente le ante di un pesante armadio utilizzato per custodire i tesori del castellano o la stanza della tavola islamica. Questa camera contiene uno dei manufatti più inquietanti del castello, un’antica cassapanca di più di mille anni che, come schienale, ha un artefatto di origine araba che raffigura una donna sdraiata con le gambe incrociate e legate. La rappresentazione ritrae il metodo con cui venivano punite le donne che non rispettavano il controllo delle nascite imposto all’epoca. La punizione consisteva nel far partorire la donna con le gambe incrociate, con il risultato della morte di entrambi.

Impossibile non far caso alla particolare aura emanata dalle mura di pietra del castello, sembra di essere sospesi in una bolla fuori dal tempo e dallo spazio. Durante l’indagine sono avvenuti alcuni particolari fenomeni che per tutta la nottata ci hanno tenuti col fiato sospeso. Tutto è cominciato alla prima ispezione della sala di Azzurrina. Analizzando il campo magnetico della stanza abbiamo notato un forte picco nei pressi di una porta poco distante dalla vecchia ghiacciaia. Non appena ci siamo avvicinati, la porta ha
cominciato a vibrare intensamente. Abbiamo posto alcune domande e chiesto all’entità di rispondere attraverso il K2 (misuratore a led di C.E.) l’esito è stato positivo e ne abbiamo avuto la conferma quando, chiedendo all’entità di “far spegnere le spie dello strumento”, il campo elettromagnetico misurato dal K2 è calato drasticamente al suo stato normale.

Dopo una nottata intensa, verso la fine è accaduto un evento che difficilmente scorderemo.

Quella notte, oltre al gruppo, era con noi la troupe del TG1; due di noi e il camermen eravano al campo base (luogo in cui monitoriamo da lontano gli strumenti); all’improvviso un urlo ha squarciato il silenzio del castello. Dal monitor collegato alle telecamere si vede un nostro collaboratore cadere a terra proprio nella stanza di Azzurrina. Preoccupati per un possibile malessere dell’uomo corriamo a soccorrerlo.

Lo ritroviamo riverso a terra contorto da spasmi violenti. Due del gruppo corrono a chiamare soccorso, mentre uno di noi rimane nella stanza dove l’uomo sembra all’improvviso emanare uno stridulo vocio. Il K2 che stringo in mano comincia a segnalare un forte campo magnetico.

Riuniti tutti nella stanza, il nostro collaboratore sembra essersi ripreso ma non sembra riconoscere nessuno di noi. Ci guarda timoroso e a tratti terrorizzato. Dopo dieci minuti lo facciamo rialzare da terra e tutto sembra ritornare alla tranquillità. L’ambulanza arriva e trasporta l’uomo all’ospedale di Rimini. Di quella storia lui non ricorderà nulla se non di aver fatto una passeggiata per il castello e di essersi rialzato grazie al nostro aiuto. Dagli esami effettuati dall’ospedale non sembra essere emerso nulla. Con l’ausilio delle registrazioni abbiamo calcolato ben 12 minuti di amnesia totale.

Abbiamo deciso di non tirare conclusioni sull’accaduto, preferiamo pensare che sia stata una semplice brutta esperienza come ne capitano tante nella vita, ma non possiamo nascondere che qualche dubbio a volte possa sorgere e che qualche casualità, a volte, possa non essere tale.

Guarda i video sul sito dei GHR

(Alessio Serenellini)

 


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